Across The Universe

10 Luglio , 2008

 … e le parole scorrono.

 

 

(se non si vede nulla: http://it.youtube.com/watch?v=H71Fv3PcQQY )

 

e vorrei capire perchè non si vede più nulla.

thank you

9 Luglio , 2008

 (anche qui c’era un video: http://it.youtube.com/watch?v=mj_xKA5C2vU )

perchè ci sono molte persone a cui esser grati

perchè ci sono molte cose per cui ringraziare

perchè troppo spesso dimentichiamo di farlo

perchè un grazie sincero è un pò come una carezza

e tutti, prima o poi, ne abbiamo bisogno.

tempo.ranea.mente

2 Luglio , 2008

 

Voglio tempo

Tempo libero

Tempo liberato

Il mio tempo

Il tuo tempo

Il tempo che resta

Quanto tempo manca?

Prendo tempo

Ho bisogno di tempo

Perdo tempo

Non c’è tempo

Non ho tempo

Il tempo passa

Il tempo mi sfugge

Il tempo aggiusta tutto

Tengo il tempo

Se avessi tempo…

 

Antò… fa caldo…

24 Giugno , 2008

 

Si sa, siamo in estate e l’afa ci soffoca. Si sa, tre/quattro giorni fa ci saranno stati 20° e il diluvio universale e ci lamentavamo, ora di gradi ce ne sono 34 e ci lamentiamo uguale. Si sa, lamentarci ci piace sempre un pò.

Dunque, questa mattina ho iniziato a sudare già subito dopo la doccia. Di asciugarmi i capelli con la messa in piega, tanto da darmi un aspetto quanto meno umano, non ci pensavo proprio. Considerando che non avevo appuntamenti col resto del mondo, che in studio sarei stata sola tutto il giorno, ho pensato bene di legarmi i capelli così come mi venivano, di infilarmi i pantaloni più leggeri che avevo, una canotta, un paio di ciavatte e via… al lavoro. Mia mamma me lo ha sempre detto, “figlia mia, esci sempre di casa come se dovessi andare ad incontrare l’uomo della tua vita”, ma io mia madre non l’ascolto mai e oggi ho pensato che l’uomo della mia vita poteva anche aspettare qualche giorno e presentarsi chessò io in una bella serata tiepida con la brezza che mi accarezza i capelli appena stirati… insomma, arrivata in studio, arrivano anche le prime telefonate tipo “buongiorno architetto, come va? Sa, sono dalle sue parti, posso passare a salutarla e portarle gli aggiornamenti normativi?” ed io “mmmh… no guardi, mi scusi ma sto proprio uscendo, magari fissiamo per domani alle 10.00?”. Drrriiiin (campanello) “si siamo passate per quella proposta ceh le avevamo fatto al telefono” “si, ma avevate un appuntamento?” “no, ma…” “bene, allora è meglio se ripassate in un altro momento”. Triiiiiii triiiiiii (telefono) “ciao, sono l’artista artistone, posso passare per lasciarti il cd che ti avevo promesso per quel lavoro lì?” “mmmh… artista, se proprio non puoi aspettare… vabbè, passa pure”. Ari-triiiiiiiiiiiii triiiiiiiii “ciao cara, che ne pensi di un caffè al volo” “senti, scusa, ma oggi sto proprio impicciata… troppe cose da fare e pure di corsa… magari domani”.

E così, eccomi qui, coi capelli legati alla meno peggio, a piedi nudi (che pure le ciavatte mi davano fastidio), l’aria condizionata a palla, due salviette posizionate strategicamente a cavallo della canotta in corrispondenza delle ascelle, le serrande mezze abbassate… insomma, non esattamente quel che si direbbe un professionista serio ed affermato!

Domanda: ma porca miseria, è mai possibile che oggi stiano tutti da queste parti??? Non so, c’è forse qualche particolare congiuntura astrale su piazza euclide che li attira tutti qui??? e la prossima volta, Linda Wolf, per favore dimmelo la mattina alle 7.50 quando sono ancora in tempo!

Morale: bisogna sempre dar retta alla mamma, lei si che ha sempre ragione!

Promessa: in un giorno di lavoro non uscirò mai più combinata in questo modo, da domani mi porto il cambio, trucco e parrucco e sarò sempre pronta a ricevere chiunque.

 

Buona afa a tutti.

fughe d’amore

19 Giugno , 2008

“Davanti a un uomo che mi attrae, a volte mi maledico perché posso essere ancora come una ragazzina, come se si trattasse della prima volta, la vera prima volta, invasa da un misto di paura e ardimento, quanto mai sciocca.

Non è forse per questo genere di miracolo che si desidera essere scelti dal sentimento d’amore, per quella fragilità in cui si precipita, respingendo ogni altra esperienza nell’oblìo e nell’inutilità, ed esponendoci nella completa miseria e nudità, con il puro desiderio come unica arma per sopravvivere?

E ciò che voglio è l’amore, l’amore spensierato e quello che rimette tutto in discussione, l’amore in generale, il fin amor, quello che vi spinge a superarvi, l’amore platonico, l’amore sessuale, l’amore lieve, l’amore oscuro, l’amore luminoso, l’amore tenerezza, l’amore fedele, l’amore infedele, l’amore geloso, l’amore generoso, l’amore libero, l’amore sognato, l’amore adorazione, l’amore mistico, l’amore istinto, l’amore che si fa, il prima, il durante e il dopo l’amore, l’amore che brucia, l’amore pudico, l’amore segreto, l’amore gridato, l’amore che fa male al corpo, l’amore che fa bene al corpo, l’amore che paralizza e quello che dà le ali, l’amore fino alla morte, l’amore per la vita, il primo amore, l’amore perduto, l’amore ferito, il prossimo amore, perché non ci sono regole, perché è necessario inventare i propri amori, inventare la vita.”

 

da “Fughe d’amore” di Alina Reyes

buongiorno!

11 Giugno , 2008

Ci sono giorni che nascono silenziosamente ed inspiegabilmente sotto una buona stella. Sono i giorni in cui ti alzi dal letto, avvii il programma automatico del caffè, del lavaggio, della vestizione e del percorso fino al lavoro; arrivi in ufficio e metti su un po’ di musica, scarichi la posta, fai un giro dei blog, insomma tutto appare di una normalità disarmante. Poi ad un certo punto, senza capire come e perché ti scatta dentro qualcosa che scatena irrimediabilmente la tua euforia. Bene, da quel momento vale! e non varranno a nulla gli sforzi dei peggiori rompiscatole esistenti sulla faccia della terra (primo fra tutti il commercialista, che sono giorni che ti tampina, sai com’è, siamo vicini al 16 giugno, data maledetta), perché tu sarai del tutto impermeabile a loro, tu andrai per la tua strada e camminerai con le mani in tasca saltellando di qua e di là, canticchiando anche, e guarderai allegramente il mondo elargendo sorrisi a destra e a manca, perché quello per te è un giorno buono. Lavorerai e comunicherai con grande facilità e leggerezza. Dirai anche molti si, di quelli che escono dalla tua bocca prima ancora che lei si connetta col tuo pensiero. Saranno loro però, quei si, a portarti ancora più allegria, quei si che dici prima di tutto a te stessa, poi agli altri. E così arriva una telefonata inattesa alla quale non ti va di rispondere ma poi lo fai e ne sei pure felice, un caffè con una persona sulla quale non avresti puntato neppure un centesimo e che invece oggi si mostra particolarmente simpatica e piacevole, una mail che profuma di tenera empatia e ti arriva come una carezza, una buona notte (per la notte precedente) che leggi all’ora di pranzo e sorridi perché il tempo per te è solo una questione di numeri (che a loro volta sono solo figure, disegni, niente altro), due chiacchiere con un nuovo amico pressoché sconosciuto ma che ti fa spataccare dalle risate. insomma un mucchio di cose piuttosto normali che però sanno di speciale perché sei tu ad essere un po’ speciale in quel giorno lì. Tanto che a fine giornata, stanca quanto basta, dopo aver combattuto anche con mostri che si chiamano F24, torni a casa, apri la porta, ci trovi sotto una busta con l’intestazione di una odiosissima banca nemica (e poi sfido chiunque a trovarne una simpatica ed amica!), la apri sapendo già cosa c’è dentro e, sospirando, hai la conferma: prima rata 2008 inarcassa… ti scappa un improperio a voce bassa e poi ti dici “ma sai che c’è? Ora mi apro una bella birretta rinfrescante che a quest’ora (nonostante la dieta - finta) ci sta sempre bene…” e ci bevi su facendo spalluccia al mondo… tanto domani è sempre un altro giorno, io per ora, mi godo questo…

“cerchio che chiude, cerchio che apre
cerchio che stringe, cerchio che spinge
cerchio che abbraccia e poi ti scaccia
ho il ballo di S. Vito e non mi passa
ho il ballo di S. Vito e non mi passa”
 
 

Mentre canto, ballo e rido anche.

Oggi va così… speriamo in un domani più sano! (di mente)

 

 

 

Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li unì.
E’ bella una tale certezza

ma l’incertezza è più bella.

Non conoscendosi prima, credono
che non sia mai successo nulla fra loro.
Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da molto tempo potevano incrociarsi?
Vorrei chiedere loro
se non ricordano-
una volta un faccia a faccia
forse in una porta girevole?
uno “scusi” nella ressa?
un “ha sbagliato numero” nella cornetta?
- ma conosco la risposta.
No, non ricordano.
Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio
il caso stava giocando con loro.
Non ancora del tutto pronto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava e allontanava,
tagliava loro la strada
e soffocando un risolino
si scansava con un salto.
Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o il martedì scorso
una fogliolina volò via
da una spalla a un’altra?
Qualcosa fu perduto e qualcosa fu raccolto.
Chissà, forse già la palla
tra i cespugli dell’infanzia?

Vi furono maniglie e campanelli
su cui anzitempo
un tocco si posava su un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte, forse, lo 

stesso sogno,
subito confuso al risveglio.
Ogni inizio infatti
è solo un seguito
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà.
 
 
 
 

 

 

 

cronaca barbarica

29 Maggio , 2008

 

La rabbia cresce

I pretesti per farla esplodere diventano più frequenti

Esiste sempre una razza pura da elevare ed un luogo di origine da difendere

Sembra che l’io sia sempre migliore del tu

La violenza non ha simbolo né colore

La legge del più forte vince su tutto

La storia non insegna e la politica resta a guardare

 

Io a volte mi vergogno

Ed ho paura, anche.

 

(l’importanza di chiamarsi Ernesto)

 

 

 

Buona la prima!

27 Maggio , 2008

  

Sono stata molto in silenzio. Ho ascoltato ed osservato. Ho sentito voci ferme, ma anche gioiose e rassicuranti. Ho visto alcuni visi sereni, alcuni un pò pensierosi, altri in attesa. E i loro occhi brillavano, tutti. Erano occhi sconosciuti. Li ho scoperti coraggiosi ed incoraggianti. Come quelli degli amici. E’ stata una gran bella scoperta.

Avrei voluto più tempo. Spero ce ne sarà.  Per raccontare, per ascoltare e condividere.

Un saluto affettuoso a loro. Quelli che c’erano.

 

(ops! e a quelli che ci saranno!)